Mattoncini “Grangemouth”

Finalmente anch’io possiedo un mattoncino 2×4 “marbled”! E non solo, è un mattoncino Grangemouth!

Sembra che parlo arabo, ora mi spiego. Un mattoncino “marbled” (tradotto sarebbe “con venature”, “come il marmo”) è un mattoncino prodotto da uno stampo in cui invece di ABS di un solo colore viene inserito ABS di più colori, con risultati tipicamente spettacolari. La cosa non avviene normalmente (con qualche eccezione), se non per errore o quando uno stampo passa dal produrre pezzi di un colore a produrre pezzi di un altro colore, ma nel caso in questione sembra che le cose siano andate diversamente.

Sono molti mesi che volevo parlare dei mattoncini di test e alla fine ho deciso di partire di questi – tra i più rari – invece che da quelli più comuni di cui parlerò quindi in futuro…

Prima di tutto le fonti. Al solito Gary Istok fornisce molti dei dettagli senza i quali saremmo perduti. In questo caso l’ha fatto sul forum di Brickset. Inoltre questo post su Flickr di WRme2 riassume sostanzialmente tutta la faccenda e sembra essere il più aggiornato, vi consiglio di andarlo a vedere anche per tutte le meravigliose foto postate nei commenti. Altre informazioni ancora provengono da questo topic, sempre dal forum di Brickset. E molto si trova anche sul forum di BrickLink.

Qui si può veder il “pip” sul lato corto.

Questi mattoncini vengono generalmente chiamati “Grangemouth”. Grangemouth è una città scozzese situata tra Stirling e Edimburgo. Tra gli anni 60 e la fine degli anni 70, molti dei pezzi destinati a Regno Unito, Irlanda e Australia venivano prodotti in una fabbrica LEGO® situata a Wrexham, in Galles. I materiali destinati alla produzione per questa fabbrica provenivano da un’azienda chiamata Borg Warner Chemicals, di Grangemouth, appunto. Questa è stata una “riscoperta” abbastanza recente, del 2014. Prima non si sapeva da dove provenisse il materiale e tutti questi mattoncini venivano definiti genericamente “Wrexham”.

Questa azienda chimica aveva degli stampi LEGO che gli erano stati forniti per fare dei test sulla qualità. I dettagli su questi stampi sono abbastanza complessi e tecnici, per farla breve basti dire che verso la fine degli anni 70 avevano uno stampo che produceva quattro mattoncini 2×4 alla volta con i codici (sotto il mattoncino) che andavano da F1 a F4.

Foto del lato inferiore del mattoncino
Questo mattoncino è un F3.

Diversi mattoncini di test furono prodotti con questo stampo nei colori normali disponibili allora e sono facili da identificare controllando appunto il codice sotto il mattoncino.

Attorno al 1977 o 1978, alcuni dipendenti della Borg Warner Chemicals decisero di fare alcuni esperimenti con questo stampo (forse semplicemente per divertirsi?), producendo diversi mattoncini marbled che regalarono poi a dei bambini.

Subito dopo la produzione cessò, qualcuno pensa persino come conseguenza di questa iniziativa (che non si sa se fosse stata autorizzata da LEGO o meno), ma naturalmente non è realmente dato a sapersi e probabilmente sarebbe terminata a prescindere. C’è anche una versione che dice che ormai la notizia della fine della produzione fosse già arrivata, quando questi mattoncini sono stati prodotti.

Comunque sia andata, così sono nati questi spettacolari mattoncini.

Da confrontare con questa foto

Prossimi post sui mattoncini di test: BASF e Bayer!

Jumbo Bricks

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img_20161119_201112Mi sono arrivati alcuni Jumbo Bricks acquistati su eBay… quindi ho pensato di spendere due parole su questi particolari mattoncini LEGO®, perché in giro si trovano tante informazioni, ma come sempre sono sparse un po’ ovunque ed è difficile fare ordine.

TLG si è sempre interessata ai bambini in età prescolare… ora ci sono i mattoncini DUPLO, con le dimensioni pari al doppio di quelli normali e con questi compatibili. Ma prima? Ci sono stati alcuni predecessori… tra questi i cosiddetti Jumbo Bricks, messi in commercio negli Stati Uniti dalla Samsonite dal 1964 fino al termine del contratto con TLG (1972). Il sito ufficiale della storia LEGO ha da poco aggiunto una sezione sull’argomento e indica che i Jumbo Bricks erano in vendita anche in Canada fino al 1970 (e fino 1971 in USA). Si scopre anche che il mattoncino era stato sviluppato a Billund, durante la fase di sviluppo e ricerca sui mattoncini prescolari (che infine avrebbe condotto ai mattoncini DUPLO) e che aveva interessato il partner americano di TLG, Samsonite appunto, che aveva voluto commercializzarlo sul loro mercato. Le informazioni del sito ufficiale sono apparse anche su un articolo dedicato allo sviluppo dei mattoncini DUPLO a cura di Inge Aaen della LEGO Idea House pubblicato su BrickJournal (USA) n. 6 nel 2013 (tradotto sul numero 6 italiano nel 2016) che dettaglia anche i quantitativi degli ordini di Samsonite.

Questi mattoncini avevano le dimensioni pari a circa tre volte quelle di un mattoncino normale; un mattoncino 2×4 misurava circa 1 pollice (altezza) x 2 pollici (profondità) x 4 pollici (larghezza). Essendo 1:1:1, le proporzioni di un Jumbo Brick sono quindi diverse da quelle di un mattoncino regolare LEGO, che come sappiamo sono 5:5:6, con l’altezza maggiore delle altre due misure. Curiosamente il Jumbo Brick ha invece le stesse proporzioni di un mattoncino Modulex. Ed essendo l’unità del mattoncino Modulex un quinto di pollice, ogni dimensione di un Jumbo Brick è esattamente cinque volte quella di un mattoncino Modulex. Quindi per comporre un Jumbo Brick 2×4 servirebbero 125 (5x5x5) mattoncini 2×4 Modulex!

Confronto Jumbo Brick Samsonite / Modulex
Confronto Jumbo Brick Samsonite / Modulex

Erano disponibili solo mattoncini 2×4 in quattro colori: giallo, rosso, blu e bianco. Oltre a questi c’era anche un plate speciale bianco o grigio con le ruote… e questo esauriva la varietà di pezzi disponibili.

I set Samsonite noti della serie Jumbo Bricks sono pochi: il 41 (1964), il 105 (1964), il 42 (1966), il 44 (1969) e il 300 (1969). Oltre a un set per le scuole del 1968.

In Europa invece vennero commercializzati tre set, solo in alcuni paesi e in quantità limitate; questi set avevano dei Jumbo Bricks (ma erano chiamati così anche in Europa?) con proporzioni leggermente diverse rispetto a quelle americane. Si trattava infatti di mattoncini pari esattamente al triplo di un normale mattoncino LEGO, del quale mantenevano anche le proporzioni (quindi risultavano essere leggermente più corti e più alti delle controparti americane). Seppur ancora non compatibili con i mattoncini standard ci si stava avvicinando alla logica del mattoncino DUPLO. Vennero prodotti tre set in Europa: il 501 (1966), il 502 (1968) e il 503 (1968). Nel 1969 arrivarono poi i DUPLO che proseguirono la serie “500”. Questi mattoncini europei diversi sono effettivamente quelli utilizzati in queste tre scatole… la cosa era in dubbio, ma queste due immagini su BrickShelf sembrerebbero provarlo definitivamente (tenete presente che BrickLink non li differenzia da quelli americani). Il sito ufficiale della storia LEGO li cita brevemente all’inizio del loro capitolo dedicato ai mattoncini DUPLO non associandoli nemmeno ai Jumbo Bricks americani e considerandoli solo dei test di dimensioni triple predecessori dei mattoncini DUPLO. Questi pezzi europei sono oggi molto più rari di quelli americani.

Infine, se andate su BrickLink potrete trovare anche diversi altri pezzi oltre ai classici 2×4 già citati. Pezzi usati con prezzi abbastanza alti, tra l’altro. Da dove arrivano? La loro storia è molto curiosa… saltarono fuori 20 anni fa in una casa che doveva essere demolita in Ole Kirksvej a Billund; la casa era appartenuta a uno dei fratelli di Godtfred Kirk Christiansen. Questi mattoncini hanno poi passato altri 20 anni immagazzinati da qualche parte e un annetto fa sono risaltati fuori e sono stati messi in vendita su BrickLink. Si tratta di prototipi mai commercializzati di mattoncini Jumbo (europei) 1×1, 1×2, 1×4, 1×6, 2×2 e anche 2×4 in “nuovi” colori. Inoltre c’è anche un plate 1×1. La storia del ritrovamento di questi prototipi è raccontata in questo topic sul forum di BrickLink e in questo post su Facebook di Gary Istok.

Come ciliegina sulla torta… Istok riporta anche che ci sarebbero (stati) molti altri mattoncini simili, ma sembra siano stati usati come riempitivi delle prime statue di LEGOLAND in occasione dell’apertura nel 1968 e quindi in seguito sicuramente buttati. E questo lo si scopre su Flickr (capite cosa intendo quando dico che le informazioni sono sparse in giro?)

Rimangono, come sempre, alcuni dubbi. Per esempio da dove saltano fuori i mattoncini gialli americani in vendita su BrickLink? Se controllate gli inventari dei set Samsonite, non sembrano esserci mattoncini gialli… e il loro prezzo, solo leggermente superiore a quello dei mattoncini blu, bianchi e rossi, non farebbe pensare trattarsi di un pezzo particolarmente raro uscito per vie traverse (come quelli neri o verdi di cui sopra). E sicuramente almeno alcuni dei mattoncini gialli sono americani, visto che uno lo possiedo persino io e l’ho preso su eBay pagandolo normalmente. Probabilmente tutti, in realtà, visto che i venditori che li hanno sono tutti in USA e la variante europea è comunque più rara. Naturalmente potrebbe esserci semplicemente un errore in un inventario, magari in quello dell’ultimo set Samsonite che sulla scatola sembrerebbe avere anche mattoncini gialli…

In caso di novità (cosa curiosa da dire per materiale di cinquant’anni fa), aggiornerò il post!

Le barre laterali in Minitalia

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Inauguriamo il blog con un post ad alto tasso di inutilità… o di curiosità estrema se preferite.

Qualche tempo fa, sul sito ItLUG abbiamo pubblicato un interessante articolo di Nicola Raimondi che rappresentava la conclusione di lunghi mesi di ricerche congiunte sulla serie Minitalia e in cui venivano smentite vecchie leggende sulle ragioni di esistenza della serie stessa. La teoria di Nicola è che Minitalia fosse servita (anche) per testare nuovi pezzi prima di introdurli nei set regolari. In effetti, come ricordato nell’articolo, nei set Minitalia hanno debuttato gli slope 33°, gli archi (sebbene diversi da quelli poi regolari) e porte e finestre (con persiane) molto simili a quelle che si sarebbero viste poco dopo nei set LEGO® regolari.

Oltre a questo, Nicola ricordava anche che i mattocini Minitalia, oltre ad avere la classica “X” nella parte inferiore, al posto del tipico tubo LEGO, esistono anche in una variante con il tubo, sebbene con un taglio centrale e che questo taglio centrale fu utilizzato anche brevemente nei mattoncini regolari poco dopo (circa dal 1974, secondo questo interessantissimo articolo), anche se in senso perpendicolare e per poco tempo.

Fatta questa premessa, ecco la “novità”, che novità chiaramente non è, ma che credo nessuno abbia ancora associato al concetto del “facciamo delle prove con Minitalia”.

Questi mattoncini regolari con il taglio sul tubo inferiore presentavano anche un’altra caratteristica: avevano le pareti più sottili rispetto ai mattoncini regolari realizzati precedentemente perché in corrispondenza dei punti in cui gli stud dei mattoncini sottostanti si sarebbero andati a incastrare, presentavano delle piccole barre laterali. Dodici barre laterali in tutto, quindi, quattro su ognuno dei lati lunghi e due su ognuno dei lati corti.

Da sinistra a destra: brick Minitalia con la X, brick Minitalia con la O, brick regolare del 1974 (circa), brick regolare attuale.
Da sinistra a destra: brick Minitalia con la “X”, brick Minitalia con la “O”, brick regolare del 1974 (circa), brick regolare attuale. Hanno tutti le barre laterali.

Queste barre laterali (con la parete impercettibilmente più sottili) furono applicate solo ai mattoncini regolari con il tubo “tagliato”, quando poco dopo smisero di usare il tubo tagliato, smisero anche di usare le barre laterali. Questo fino al 1985, quando (seguendo sempre l’articolo citato sopra) le barre laterali fecero ritorno per non scomparire più: se prendete infatti un qualunque mattoncino 2×4 attuale, le troverete.

Tutto questo discorso per aggiungere il fatto che i mattoncini Minitalia sono stati i primi, fin dal 1970 quando hanno debuttato, ad avere le barre laterali con la parete più sottile. Sia la variante con la “X”, sia quella con la “O”… e questo li rende i primi anche in questo minuscolo dettaglio che durò poi poco tempo negli anni Settanta, ma che è poi diventato la norma attuale da ormai più di 30 anni. [EDIT: In realtà se n’era già accorto qualcuno… su Flickr].

Visione frontale degli stessi mattoncini.
Visione frontale degli stessi mattoncini.

In ogni caso questa struttura non fu inventata per Minitalia, ma semplicemente utilizzata per la prima volta lì. Basta infatti guardare i mattoncini di esempio che accompagnano la domanda di brevetto nel 1958 per vedere che la struttura era già presente in cinque varianti (tra cui quella che poi sarebbe stata usata come Minitalia “X”).

La domanda di brevetto del 1958 esposta alla LEGO Idea House
La domanda di brevetto del 1958 esposta alla LEGO Idea House